Attacco alla privacy, voglia di sicurezza

A che punto siamo con la tutela della nostra sicurezza? Se parliamo di quella “virtuale”, sono passati vent’anni dall’entrata in vigore in Italia della legge sulla tutela dei dati personali, ha ricordato proprio in questi giorni il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nel discorso in occasione della Relazione sull’attività svolta nel 2016.

È lui stesso a sottolineare come quella della protezione dati «è ora – come e più di allora – la frontiera su cui si gioca una parte rilevante del nostro futuro». Lo è più di allora perché – spiega – oggi, assai più di vent’anni fa, non vi è attività privata o pubblica che non si fondi su tecnologie “alimentate” da dati personali. E porta l’esempio delle telecamere, che vent’anni fa iniziavano a diffondersi nelle nostre città e che oggi non solo molto più numerose, ma anche più “intelligenti”: riconoscono le persone, classificano i comportamenti e reagiscono di conseguenza.

Non manca neppure un accenno all’Internet of Things e al passaggio verso questo nuovo scenario tecnologico in grado di rendere gli oggetti comuni strumenti di connessione interattiva: «ha digitalizzato ogni aspetto della vita quotidiana, moltiplicando esponenzialmente il volume dei dati trattati non sempre con adeguate garanzie, come dimostrano i tanti attacchi dei quali sono vittime imprese e amministrazioni anche italiane».

Soro ha ricordato anche come la «misura delle nostre libertà è fortemente condizionata dall’operato delle grandi imprese dell’economia digitale», affermando che in questo scenario interviene il nuovo quadro giuridico europeo in materia di protezione dati (Regolamento generale e direttiva inerente i settori di giustizia e polizia) da poco più di un anno pubblicato in Gazzetta ufficiale e applicabile da maggio 2018 negli Stati membri.

Privacy sotto scacco

E non ha neppure dimenticato come in questi anni la sottrazione di dati personali nel web, a scopo di frode, ha registrato una crescita smisurata: spesso per realizzare, attraverso il furto di identità, ulteriori crimini. Bastino, a esempio, le stime relative all’aumento degli attacchi a infrastrutture critiche (+15% rispetto all’anno precedente) e sarebbero cresciuti del 117% quelli riconducibili ad attività di cyberwarfare, volte a utilizzare canali telematici per esercitare pressione su scelte geopoliticamente rilevanti.

Secondo l’Internet security threat Report 2017 di Symantec gli attacchi e le tipologie di cyber-aggressione sono in preoccupante incremento in tutto il mondo: basti dire che le famiglie di ransomware (particolari virus informatici che infettano pc e altri sistemi e che si disattivano solo dietro pagamento di riscatto) sono aumentate da 30 a 101 dal 2015 al 2016 e i rilevamenti passati da 340mila a oltre 460mila. È dato anche in aumento il “pegno economico” medio richiesto per rientrare in possesso dei propri dati: si è passati, infatti, da 294 a 1077 dollari nel giro di un anno

Non solo: nel 2016 gli attacchi informatici avrebbero causato alle imprese italiane danni per nove miliardi di euro, ma meno del 20% delle aziende farebbe investimenti adeguati per la protezione del proprio patrimonio informativo.

Un problema, quello della mancanza di investimenti in sicurezza informatica, che vede le pmi particolarmente indifese: secondo una recente indagine dell’Osservatorio Information Security&Privacy del Politecnico di Milano ha evidenziato che nel 2016 il mercato specifico ha raggiunto un giro d’affari di 972 milioni, con un aumento del 5% rispetto al 2015. Tuttavia a investire sono per lo più (74%) le grandi imprese. Alle Pmi resta solo un 26%, ovvero poco più di 250 milioni di euro.

A livello normativo, l’Italia non è certo stata a guardare: per esempio, in materia di tutela dei dati personali, l’Autorità ha ribadito di continuare ad attribuire rilevanza centrale alle iniziative volte a favorire la piena attuazione del nuovo quadro normativo europeo specifico (il cosiddetto pacchetto protezione dati). Un impianto costituito dal regolamento generale sulla protezione dei dati personali pienamente esecutivo a partire dal 25 maggio 2018.

Non solo: lo scorso 31 maggio è stata comunicata sulla Gazzetta ufficiale l’adozione del nuovo Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica.

 

Sicurezza cercasi… in casa

In un mondo così insicuro, pochi posti come la propria casa sa regalare un “luogo della fiducia”. Ma siamo sicuri almeno tra le nostre quattro mura? A vedere gli ultimi rapporti dedicati al settore, gli italiani hanno voglia di protezione: nel segmento smarthome l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano segnalava che una buona fetta delle soluzioni specifiche è dedicata alla sicurezza: il 31% delle oltre 290 soluzioni censite è formato da sistemi di videosorveglianza, serrature, impianti connessi di videocitofonia e sensori di movimento. A conferma vengono anche i dati del portale Idealo: da una comparazione mirata alle intenzioni di acquisto online per la categoria telecamere di videosorveglianza, si è notato un incremento del 34% circa dell’interesse verso questi dispositivi nel primo trimestre del 2017 rispetto ai tre mesi precedenti. Non è solo un trend italiano, ma globale: secondo una ricerca Technavio, dedicata proprio al mercato globale di soluzioni connesse di home security, relativa al periodo 2017-2021, si prevede una rapida crescita, con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) superiore al 27% durante il quinquennio oggetto di analisi. E tra le tecnologie specifiche saranno le telecamere e i sistemi di controllo a dominare il mercato nei prossimi anni.

 

Incentivi e bonus in aiuto

In Italia non mancano le misure che incentivano l’adozione di sistemi di videosorveglianza e sicurezza. E se, come ha fatto sapere l’Agenzia delle Entrate che la quota percentuale del credito d’imposta spettante in relazione alle spese sostenute, nell’anno 2016, per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme è pari al 100% dell’importo richiesto, risultante dalle istanze validamente presentate fino allo scorso 20 marzo, per quest’anno resta valida le detrazione Irpef del 50% da “spalmare” su dieci anni per vari tipi di intervento.

Se non bastassero le misure generali, ci sono iniziative locali che sostengono gli acquisti: per esempio, in Friuli Venezia Giulia, la Giunta ha approvato il Programma regionale di finanziamento in materia di politiche di sicurezza per il 2017, sostenendo fino a un massimo di 1.500 euro le spese sostenute dai privati cittadini per acquistare, installare e attivare nelle proprie abitazioni sistemi antifurto, antirapina, antintrusione e di videosorveglianza.

 

Sicurezza, rispetto della normativa sulla privacy e soluzioni più innovative per la videosorveglianza integrata saranno tra gli argomenti che discuteremo durante la prossima edizione di Illumino Tronica, dal 12 al 14 Ottobre alla Fiera di Padova.

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