Domotica nel sociale, tecnologia e aspetti da considerare

Dopo aver illustrato quale aiuto può offrire la domotica ai disabili, abbiamo chiesto nuovamente ad Alessandro Panighi, di Domoti-Care, quali sono i principali aspetti da considerare nella progettazione di un impianto domotico che possa soddisfare le esigenze quotidiane di un disabile.

«Quando si progetta un impianto domotico per un contesto residenziale privato in cui sono presenti delle persone disabili, gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione sono essenzialmente tre: l’impianto deve essere fruibile da tutti gli occupanti la casa; deve essere adattabile nel corso degli anni alle nuove esigenze dettate dall’evoluzione delle condizioni fisiche e patologiche dei componenti fragili; infine, deve garantire la sicurezza fisica degli occupanti e la tranquillità dei familiari e di chi se ne prende cura. Inoltre noi di Domoti-Care tendiamo a coinvolgere strettamente fin dal primo incontro il Cliente e i suoi familiari oltre agli specialisti medici e i terapisti occupazionali: ascoltando le esigenze possiamo raccogliere le informazioni necessarie ad avere un quadro completo del contesto mentre fornendo in maniera semplice e chiara le risposte rendiamo il Cliente e coloro che lo supportano consapevoli e attivi nell’individuare le soluzioni più adatte alle loro necessità».

 

Quali sfide e complessità comporta un sistema domotico al progettista e all’installatore?

«Realizzare un sistema domotico nell’ambito della disabilità non è semplice, innanzitutto sotto l’aspetto emotivo in quanto è necessario essere aperti a confrontarsi con realtà anche molto difficili ma che regalano ogni volta una grossa crescita dal punto di vista umano e professionale.

Il fatto che in genere il cliente, non necessariamente disabile, non abbia alcuna conoscenza delle risposte che la domotica può offrire, rappresenta una sfida per il progettista che deve essere abile nel far emergere le esigenze poiché per esse potrebbe esistere una valida e utile soluzione, a maggior ragione in un contesto di fragilità.

L’inesistenza di soluzioni preconfezionate o comuni applicabili in maniera standardizzata costituisce un’ulteriore sfida. Riferendosi specificamente alla gestione e al comando dell’impianto, in genere ogni cliente ha esigenze diverse spesso incompatibili con l’offerta di prodotti del mercato di massa che, per sua natura, accomuna le funzionalità e la fruibilità su un livello medio mentre tende a esaltare le differenze estetiche e di materiale perché più facilmente ‘vendibili’ e spiegabili al pubblico».

 

A quali aspetti, in particolare, è bene fare attenzione?

«Un cliente disabile richiede per esempio che i pulsanti a parete piuttosto che i sistemi di gestione remota dell’impianto via tablet o smartphone siano compatibili con le sue abilità e abbiano caratteristiche fortemente personalizzabili: tasti di grandi dimensioni sul tablet, magari tutti disposti nella zona destra dello schermo per via dei movimenti limitati che può compiere, pulsanti a parete con durezza regolabile e sistema anti rimbalzo in caso di tremori pronunciati, comando vocale dei sistemi se non si possono utilizzare le mani, feedback sonori per non vedenti, feedback visivi per non udenti, telecomandi con pulsanti ergonomici e così via. Mentre ha in genere meno interesse verso l’estetica del prodotto.

Pertanto è indispensabile avere una vasta conoscenza delle soluzioni disponibili sul mercato mondiale, conoscerne le caratteristiche intrinseche in modo da poter individuare di volta in volta il dispositivo più adatto, rimanere sempre aggiornati sulle novità tecnologiche ed essere aperti e pronti a cogliere le indicazioni dei medici specialisti.

Tutti questi aspetti tendono a selezionare fortemente l’offerta di progettisti e installatori in quanto l’impegno lavorativo ed umano richiesti sono maggiori rispetto alle casistiche più tradizionali e le soluzioni offerte al cliente non sempre sono rispendibili».

 

A livello tecnologico quali soluzioni basilari è necessario prevedere?

«Nell’ambito della disabilità l’imperativo è adottare soluzioni aperte e il più possibile libere da vincoli perché, come detto, la condizione della persona non solo richiede nell’immediato risposte specifiche ma può avere delle evoluzioni future.

Quindi, partendo da questo approccio si pongono le basi affinché si possano introdurre nell’impianto nuovi prodotti nel corso del tempo e sostituire quelli presenti, garantendone l’integrabilità con il resto dell’impianto già esistente.

Per quanto fin qui detto è in genere richiesto di attingere ai cataloghi di produttori diversi e ciò non è compatibile con l’adozione di soluzioni domotiche proprietarie. Per questo motivo tendiamo a utilizzare la domotica basata su protocollo KNX che ci consente di spaziare su decine di migliaia di prodotti provenienti da tutto il mondo.

Anche il sistema di supervisione dell’impianto richiede grande flessibilità sia dal punto di vista delle logiche applicative sviluppabili, ad esempio per la realizzazione di controlli particolarmente complessi che sarebbe complesso o costoso realizzare tramite le funzioni disponibili sui dispositivi di campo, sia in termini d’interfaccia di comando.

Per le nostre applicazioni utilizziamo un web server che ci permette di sviluppare entrambe come se partissimo da due fogli bianchi: nel primo scriviamo il software di gestione impianto utilizzando sia il linguaggio proprietario del web server basato sul formato “evento : azione”, sia java; nel secondo disegniamo le interfacce grafiche in maniera completamente libera, inserendo gli oggetti nelle posizioni dello schermo desiderate, con la forma, le dimensioni, i colori, le icone preferiti (utile per esempio per ipovedenti, persone con limitata mobilità degli arti e così via), possiamo strutturare l’applicazione su pagine a mappe richiamate da pulsanti piuttosto che dallo scorrimento del dito sullo schermo, oppure in forma di menu a scorrimento verticale e annuncio vocale del comando selezionato per non vedenti, o ancora su modelli a scansione per persone con limitata mobilità o difficoltà cognitive».

Ti potrebbero interessare anche:

Quale aiuto può offrire la domotica ai disabili

Sicurezza wireless… a tutto tondo

L’automazione per un controllo completo

 

CONDIVIDI LA PROFESSIONE
Loading Facebook Comments ...