La domotica al servizio dei più deboli

Villa San Pietro, centro di riabilitazione psichiatrica ad Arco di Trento, ha scelto la domotica per tutelare ancora meglio i propri ospiti e ottimizzare costi e lavoro del personale

Codess Sociale, cooperativa che assiste 3.500 persone in tutta Italia, ha inaugurato ad Arco di Trento un centro di riabilitazione psichiatrica convenzionato con ASL e amministrazioni locali. Circondato da vigneti e all’ombra del castello di Arco, il nuovo edificio ospita anche alcuni miniappartamenti per ragazze madri e la sede della delegazione locale della Croce Rossa.

Ma in un momento in cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate a garantire i servizi alla persona riducendo i costi per rispettare i rigidi parametri imposti dall’amministrazione centrale, occorre pensare a come ottimizzare la gestione. I costi derivanti dalla gestione della struttura, infatti, sono quelli più rilevanti.

I pazienti, innanzitutto

Codess Sociale ha deciso di investire sulla tecnologia con soluzioni per tutelare al meglio gli ospiti, riducendo il personale di sorveglianza a favore di quello a servizio delle pazienti.

Un moderno sistema di controllo accessi composto da 41 telecamere compatte Night & Day di Bticino, consente di sorvegliare l’intera infrastruttura da un’unica postazione.

“Abbiamo sviluppato un progetto con un elevato livello di affidabilità, sia rispetto ai possibili guasti interni alle apparecchiature, sia rispetto ad eventuali eventi esterni. Quasi scontata, quindi, la scelta di adottare apparecchiature e componenti con alto grado di sicurezza intrinseca” – spiega il capoprogetto Zefferino Tommasin, di TFE Ingegneria.

E questo è proprio lo spirito con cui progettisti e installatori hanno realizzato l’intero impianto: massima attenzione alla funzionalità, all’evoluzione e alla sicurezza, per una struttura interamente pensata intorno alle esigenze dei suoi ospiti.

Sicurezza

In una struttura che ospita pazienti psichiatrici è necessario non solo controllare gli accessi non autorizzati, ma anche evitare la fuga degli pazienti.

Il videocitofono – modello Sfera di BTicino – è equipaggiato di grandangolo e permette di vedere, oltre alla persona che ha premuto il tasto, anche eventuali soggetti nelle vicinanze.

Una serie di videocamere monitora poi l’intero centro, mentre le 22 porte della struttura sono dotate di sistemi di controllo accessi Legrand. Ogni porta è dotata di un elettromagnete di ritenuta che, in orari prefissati e definiti via software, ne garantisce la chiusura. In caso di tentativo di forzatura si attiva un allarme ottico acustico. Il magnete può essere diseccitato, in qualunque istante dagli operatori, oppure dal sistema in caso di pericolo – come un incendio o un terremoto.

Assistenza

Nelle camere è stato installato un sistema di movimentazione delle tapparelle motorizzate, firmato MyHome. È stato utilizzato un solo bus di collegamento per il controllo di tutte le tapparelle, mentre la programmazione è stata semplificata dal riconoscimento automatico dei device connessi.

Le stanze sono state inoltre tutte dotate di un sistema di segnalazione e chiamata per camere di degenza, sempre di Bticino, in collegamento diretto con la postazione dell’operatore o con il telefono Dect degli operatori. In questo modo gli ospiti possono entrare direttamente in contatto con uno degli assistenti. In caso di malore o di una situazione di pericolo, invece, il personale riceve una segnalazione ottica e acustica che rende immediata l’individuazione della stanza in cui si sta verificando il problema.

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