HotelAbile, l’accessibilità passa anche dalla domotica

Sul web spopolano i siti di selezione di alberghi e strutture ricettive, ma il tema dell’accessibilità in edifici dedicati all’ospitalità non sembra essere preso adeguatamente in considerazione, tanto meno la dotazione domotica. Ecco quindi l’importanza dell’idea, e della conseguente iniziativa avviata a Bergamo di dare valore aggiunto agli hotel che certifichino il loro livello di accoglienza a misura di disabile. L’idea è parte integrante del progetto HotelAbile, attuato da Letizia Anna Signorile, architetto d’interni, e da Mario Pietra, imprenditore nel settore della domotica e della automazione. È lui a spiegarci da quali motivazioni nasce il progetto: «Le strutture ricettive, nella maggioranza dei casi, non sono accessibili a persone disabili. E con disabilità spesso si è portati a considerare esclusivamente chi si muove su sedia a rotelle. ma è ben più ampio», spaziando dagli anziani con mobilità e abilità limitate ai tetraplegici alle persone gravemente obese ai non vedenti o udenti, e persino a chi soffre di allergie respiratorie. «Per ognuna di loro abbiamo pensato a soluzioni architettoniche o tecnologiche specifiche, e in quest’ultimo caso la domotica è preponderante», prosegue. Da qui si è arrivati alla nascita di soluzioni ad hoc.

L’intenzione di occuparsi di queste tematiche è partita alcuni anni fa, per una struttura degli Ospedali Riuniti di Bergamo specializzata in riabilitazione di pazienti con gravi lesioni. «Nell’occasione, venni a sapere che stavano costruendo un mini-appartamento pre dimissioni, dove far trascorrere al paziente gli ultimi 10/15 giorni di degenza in piena autonomia. Per il suo allestimento è stato previsto e installato un impianto domotico», racconta Pietra.

 

Come si compone il lavoro

Veniamo al criterio di assegnazione di giudizio degli hotel, in cui la domotica entra in pieno nei parametri. Non solo: «Hotelabile è un progetto, anzi meglio, una filosofia. Chi la accetta sa che in essa vi è contemplata la domotica e la possibilità di permettere ai disabili di muoversi in piena autonomia e accessibilità all’interno di un ambiente. Se si soddisfano quantomeno i criteri minimi di Hotelabile si potrà contare su un giudizio positivo e via via crescente in relazione al grado di accessibilità».

Questo non preclude la possibilità, per un albergo già provvisto di un impianto domotico e comunque potenzialmente accessibile, di chiedere una verifica della propria situazione.

I criteri di giudizio sono diversi: «Tutto dipende a quale esigenza di disabilità si voglia rispondere e s’intenda risolvere o facilitare l’accessibilità, a partire dall’esterno della struttura fino alla camera, offrendo assistenza e consigli per migliorare il complesso e risolvere le problematiche emerse».

Già oggi ci sono stati contatti con strutture interessate a valutare e comprendere meglio come migliorare la propria condizione. Ma la strada verso la piena accessibilità è ancora lunga. E pensare che offrire strutture “aperte” non è solo una questione di rispetto delle leggi o di civiltà, ma anche un volano economico non indifferente. «La concorrenza tra hotel non si dovrebbe giocare solo sull’offerta di prezzi più bassi, ma sulla proposta di strutture in grado di offrire maggiori servizi e accessibilità», conclude l’imprenditore.

La domotica, le soluzioni e le sue implicazioni utili nel sociale saranno tra gli argomenti che discuteremo durante la prossima edizione di Illumino Tronica, dal 12 al 14 Ottobre alla Fiera di Padova.

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