Quale aiuto può offrire la domotica ai disabili

A volte si tende a pensare che la domotica sia un sistema tecnologico nato per migliorare esclusivamente il comfort abitativo. Ma questa disciplina tecnologica e gli impianti relativi possono essere di grande aiuto anche per i disabili e per gli anziani, offrendo le giuste risposte a esigenze sensibili di chi vive con un handicap fisico, con difficoltà motorie o di altro genere.

Per comprendere quali sono i criteri progettuali e impiantistici necessari a creare un ambiente domestico smart e di aiuto concreto abbiamo chiesto ad Alessandro Panighi, di Domoti-Care, una realtà di Pavia che si occupa di domotica.

«La domotica costituisce il moderno approccio all’impiantistica che coinvolge e interconnette settori molto vari che vanno dalle classiche gestioni dell’illuminazione, riscaldamento e automazioni, alla videosorveglianza, ai sistemi di sicurezza fisica e ambientale, all’audio video, e molto altro ancora. Apparati e sistemi che fino a qualche tempo fa appartenevano a sfere del quotidiano completamente disgiunte le une dalle altre, oggi possono dialogare attraverso linguaggi sempre più uniformati quali il protocollo KNX, l’unico standard riconosciuto a livello mondiale per la domotica, piuttosto che l’http per l’informatica».

 

 

Che importanza può avere per chi è disagiato un impianto domotico ad hoc?

 

«La possibilità di costruire un impianto domotico ad hoc può rappresentare una vera e propria svolta nella vita delle persone fragili, che siano disabili, reduci da traumi più o meno duraturi e anziani. Infatti un impianto domotico rimette la persona disabile nelle condizioni di “fare” invece di “dipendere per poter fare” perché contribuisce ad abbattere le barriere architettoniche domestiche e dei luoghi abituali di vita oltre a rimuovere gli ostacoli che rendono difficili anche le azioni più semplici quali spegnere le luci prima di andare a dormire o alzare le tapparelle al risveglio.

Compatibilmente con la propria condizione, grazie alla domotica la persona torna ad avere maggiore controllo della propria casa e quotidianità, acquista o ritrova maggiore autosufficienza e auto-responsabilità limitando la dipendenza dagli altri (per esempio, badanti o personale di assistenza domiciliare), può riacquistare la propria privacy e infine può evitare o posticipare la necessità di ricorrere al ricovero in struttura. È dimostrato, infatti, che la possibilità di accedere alle cure presso la propria abitazione ne aumenta l’efficacia.

Non si trascuri poi un altro aspetto sociale molto importante: chi deve prendersi cura dei propri cari soprattutto nelle condizioni di lungodegenza e di problematiche croniche sa perfettamente quanto ciò rappresenti un grosso carico di stress fisico, emotivo e psicologico. Analogo discorso vale per chi riceve la cura che, a lungo andare, tende a sentirsi come un peso per i familiari. Creare, attraverso la domotica, le condizioni affinché la persona disabile possa gestirsi autonomamente per più tempo, da un lato alleggerisce il peso della responsabilità che grava sul care-giver, dall’altro accresce l’autostima del disabile.

 

Quanto può essere di aiuto in questo senso l’Internet of Things?

«Il fiorire in tempi molto recenti dell’Internet of Things crea ogni giorno nuove opportunità in quanto si presta per sua natura a interconnettere su internet, e quindi anche alla domotica, qualunque oggetto dotabile di un sensore per la rilevazione dello stato di una grandezza d’interesse quale il movimento, la temperatura di un ambiente o del corpo umano, il livello di umidità di un terreno, il battito cardiaco, ecc. Le possibilità sono pressoché infinite. Grazie alla domotica, all’IoT e alle tecnologie che orbitano in questo mondo oggi disponiamo degli strumenti e dei ‘mattoni’ che, opportunamente combinati e composti attraverso i protocolli, consentono di rispondere efficacemente alle esigenze più personali e specifiche del singolo individuo».

 

In pratica, quali sono le misure tecnologiche utili a proposito?

«Tutto quanto detto prima si declina nella realizzazione di una serie di soluzioni impiantistiche quali:

  • gestione della sicurezza ambientale (controllo delle fughe di gas, allagamenti, anidride CO2, ecc.): l’evento anomalo rilevato produce la messa in sicurezza dell’ambiente con la chiusura dell’elettrovalvola dell’acqua o del gas e l’apertura della finestra e segnala il pericolo, per esempio con un “ronzatore” in casa, l’invio di un sms al figlio e ai vicini di casa che possono intervenire ecc.
  • Sistemi antintrusione e di videosorveglianza per un controllo anche da remoto, per esempio per vegliare il sonno del parente
  • Gestione anti black-out (controllo prese di corrente ed elettrodomestici, sistemi di power-supply, dispositivi di riarmo automatico) con opportuna segnalazione al care-giver e messa in sicurezza degli impianti tecnologici
  • Controllo degli accessi e sistemi di videocitofonia
  • Accensione, spegnimento e regolazione dei dispositivi di illuminazione, degli impianti di riscaldamento e condizionamento attraverso dispositivi di comando ergonomici o che comunque sono compatibili con le abilità del cliente
  • Automazione di tapparelle, porte e finestre, tende da sole, per esempio per la chiusura automatica la sera o in condizioni di maltempo
  • Controllo dei parametri vitali. Per esempio: un sensore che rileva il battito cardiaco segnala in tempo reale anomalie al medico curante o a una centrale di soccorso o a un parente, oppure ancora un sensore giroscopico applicato alla cintura rileva una caduta, la segnala al care-giver tramite sms e gli invia su email le immagini riprese da una telecamera posta nella stanza
  • Sistemi di diffusione sonora per restituire feedback vocali alle azioni eseguite sull’impianto da parte di un non vedente
  • Interazione con l’impianto attraverso PC, internet, telecomandi, smartphone, tablet
  • Monitoraggio in tempo reale dell’impianto da remoto

 

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