La ripresa del settore dell’impiantistica

In questi ultimi anni, a causa della crisi edilizia, il mercato dell’impiantistica ha subito degli importanti scossoni. Finalmente nel 2016 sono arrivati confortanti segnali di una crescita lenta, ma continua.

Iniziamo l’anno con una notizia incoraggiante per il settore dell’edilizia e dell’impiantistica: il 2016 è stato l’anno di svolta che ha visto una leggera ripresa del comparto e la richiesta di nuove installazioni impiantistiche. Questo è quanto emerge dagli ultimi dati presentati da Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme, il Centro Ricerche Economiche e Sociali del Mercato.

Inversione di tendenza

Un nuovo scenario vede un rapido sviluppo della domanda internazionale di impiantistica. Nel 2015 il mercato europeo degli impianti ha raggiunto 369 miliardi di euro.

Dopo la forte flessione tra il 2011 e il 2013, quando l’intero mercato europeo si era contratto di oltre l’8%, perdendo quasi 32 miliardi di euro, il valore della produzione nel settore è cresciuto con continuità sia nel 2014 (+0,7% a valori reali), sia nel 2015 (+2,6%), e alla fine dell’anno scorso è ritornato ai livelli del 2010: 382 miliardi di euro.

La domanda di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, insieme allo sviluppo del settore della riqualificazione ed efficientamento energetico, hanno permesso all’impiantistica di conquistare nuove quote di mercato.

Impiantistica: Italia al terzo posto

Nel 2015 in Italia la quota di mercato degli impianti sugli investimenti in costruzioni segna il 34%; il valore della produzione è stimato in 46 miliardi di euro.

Le quote maggiori si registrano in Italia e tra i Paesi del Centro Europa. Il mercato tedesco è il primo europeo, con un valore della produzione nel 2015 stimato in circa 100 miliardi di euro. A seguire la Francia dove l’impiantistica vale circa 50 miliardi di euro.

Secondo i dati Cresme, l’installazione degli impianti in Italia nel 2015 è risultata pari a 46 miliardi di euro e questo colloca il nostro Paese al terzo posto in Europa. Quasi 19 miliardi di euro di fatturato solo per l’installazione idrotermosanitaria; oltre 22 miliardi quello per gli impianti elettrici ed elettronici applicati all’edilizia; 4,6 miliardi per gli altri impianti.

Traino per l’economia

Gli impianti la fanno da padroni anche nel mercato delle opere pubbliche, infatti, 20 miliardi di euro è il valore dell’impiantistica civile e industriale nel 2015 in Italia. Una cifra che segna un più 4,5% rispetto al 2014, fino a divenire il 67% degli appalti delle opere pubbliche.

L’impiantistica è un settore sempre più trainante per l’economia del Paese: dal 2002 al 2015 le gare per lavori che vedono protagonisti gli impianti sono state 128.307 per un importo complessivo di quasi 223 miliardi, cifra che si traduce nel 39% dei contratti per opere pubbliche e nel 57% degli importi spesi.

Dei 223 miliardi spesi in nuovi impianti dal 2002 al 2015, ben il 51% (113 miliardi) hanno riguardato impianti interni agli edifici (idrosanitari, cucine e lavanderie, gas e antincendio, termici e condizionamento del clima, interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi nonché reti di trasmissione dati; impianti elettromeccanici trasportatori e di sollevamento, ascensori e scale mobili, pneumatici e antintrusione).

“E siamo solo all’inizio. Siamo entrati in una nuova fase fortemente evolutiva nella quale si ridisegnano visioni strategiche, processi e prodotti. Il settore delle costruzioni si è avviato verso uno dei principali cambiamenti della sua storia” – ha dichiarato il direttore di Cresme in chiusura del suo intervento. “L’innovazione tecnologica e soprattutto la digitalizzazione stanno ridefinendo lo scenario economico generale. E questo vuol dire macchine e impianti”

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