Sempre più Internet of Things in casa degli italiani

Da una parte l’Internet of Things sempre più presente e il progressivo interesse dei consumatori verso soluzioni sempre più evolute che offrano però le necessarie garanzie di sicurezza e privacy. Dall’altra un mercato prevalentemente legato (82%) alla filiera tradizionale, composta da installatori e distributori di materiale elettrico. La “fotografia” scattata dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano vede il nostro Paese sempre più orientato verso la smarthome, in cui il mercato delle soluzioni dedicate IoT vale 185 milioni di euro nel 2016, in crescita sensibile (+23%) rispetto all’anno precedente.

Internet of Things per la sicurezza

Innanzitutto dove richiedono automazione gli italiani? Nella sicurezza, innanzitutto: il 31% delle oltre 290 soluzioni censite è formato da videocamere di sorveglianza, serrature, videocitofoni connessi e sensori di movimento. A seguire è la gestione energetica, come le soluzioni per il controllo remoto degli elettrodomestici (10%), la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici (10%).

Gli installatori, un riferimento

Veniamo alla gestione dell’offerta. Intanto si nota una sempre maggiore propensione per soluzioni agevolate: infatti, il 68% delle soluzioni sul mercato è “Do It Yourself”, con un processo di installazione semplificato. Ma sono ancora molti coloro che chiedono l’intervento di un tecnico: il 70% di chi ha acquistato prodotti connessi si è rivolto a installatori o piccoli rivenditori. Non solo: si rivolgerà loro ancora una percentuale tra il 35% e il 60%, a seconda dell’oggetto, di chi acquisterà in futuro.

Mercato smart home, il ruolo delle startup

Il mercato è quanto mai variegato tra brand aziendali consolidati e startup: queste ultime offrono il 52% delle soluzioni disponibili. Nel frattempo si stanno affacciando alla ribalta colossi del web come Google e Amazon il cui ingresso, a detta degli analisti, “spingerà certamente lo sviluppo della casa connessa, renderà più facile l’interoperabilità tra i vari oggetti (che resta ancora una grande barriera) e sarà fondamentale per aumentare la fiducia dei consumatori”.

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