Un’edilizia sostenibile e di qualit

Via libera dalla Camera alla legge contro il consumo di suolo con incentivi al riuso, alla salvaguardia e all’efficientamento.

Ogni secondo, 7 metri quadrati di suolo vengono edificati. Ormai il 7% della superficie nazionale è coperta da edifici: era il 2,7% negli anni Cinquanta. L’urgenza di una legge sul consumo di suolo si esprime in questi dati allarmanti” ha commentato l’On. Emanuele Lodolini in seguito all’approvazione alla Camera della legge sul contenimento del consumo del suolo e sul riuso del suolo edificato.

Scopo principale del provvedimento è tutelare i terreni agricoli, fermare il consumo del suolo e incentivare il riuso delle aree già urbanizzate e la rigenerazione urbana.

Il consumo di suolo, che viene in questo modo riconosciuto come un bene comune e come una risorsa non rinnovabile, sarà consentito solo nei casi in cui non esistono alternative nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse.

All’interno della legge sono previsti anche incentivi per la demolizione degli edifici residenziali inefficienti e insicuri e per la loro ricostruzione in classe A o superiore.

Incentivi per l’efficienza energetica e per la messa in sicurezza

Per favorire la messa in sicurezza e l’efficienza energetica del nostro patrimonio edilizio, l’emendamento approvato in Camera prevede che gli edifici residenziali di classe energetica E, F o G, o non sufficientemente sicuri dal punto di vista del rischio sismico o idrogeologico, possano essere demoliti e successivamente ricostruiti con pari volumetria e superficie.

L’importante è che siano ricostruiti con una classe energetica A o superiore e che abbiano un’occupazione e un’impermeabilizzazione del suolo pari o minore rispetto a quelle antecedenti la demolizione.

Questi ricostruzioni non saranno considerate come nuove costruzioni e saranno quindi esonerate dal pagamento del contributo di costruzione, fatta salva l’eventuale volumetria eccedente – se ammessa dalle norme urbanistiche esistenti.

Sono esclusi dall’emendamento i centri storici e gli immobili vincolati, salvo espressa autorizzazione della sovrintendenza competente.

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