UNI CEI TS 11672: tanto rumore per nulla? Forse no…

Quando si attende da tanto tempo qualcosa, capita che poi, una volta arrivata, si rimanga un po’ delusi a causa dell’eccessivo carico delle aspettative.

Mi è capitato di provare questa sensazione in occasione della tanto agognata nuova norma UNI CEI TS 11672, pubblicata dalla commissione tecnica CTI e relativa alle figure professionali che eseguono l’installazione e la manutenzione dei sistemi BACS (Building Automation Control System). Si possono dare molte motivazioni sul perché di una tale attesa.

UNI CEI TS 11672 per i sistemi BACS (Building Automation Control System)

Per quanto ci riguarda, l’origine era da individuarsi nella consapevolezza che questa nuova norma avrebbe accompagnato nei fatti l’evoluzione della professione dell’installatore impiantista e, più in generale, di chi ha deciso di guardare con interesse al mondo della System Integration.

Se infatti ci limitassimo a guardare ai dati fattuali, le pagine della normativa sono infarcite di suggerimenti piuttosto ovvi sui requisiti del nuovo professionista dell’integrazione: si sostiene infatti che egli debba conoscere la matematica, avere nozioni di fisica e di termodinamica, di automazione (termine piuttosto generico) e di protezione dei dati personali.

Non è quindi analizzando gli aspetti più analitici che scorgeremo l’aspetto innovativo della norma, che, per essere franchi, non fa altro che fotografare l’esistente. In un certo senso possiamo dire che la prima novità è nel riconoscimento, pur astratto e burocratico, della professione dell’esperto dei sistemi BACS (Building automation and control system) e della sua declinazione in tre figure:

  • Esperto BACS dei sistemi HVAC
  • Esperto BACS dei sistemi elettrici
  • System Integrator

Quali differenze tra loro?

Le prime due figure, nei loro rispettivi ambiti (climatizzazione il primo e impiantistica il secondo), devono essere in grado di verificare la fattibilità del progetto, installarlo, redigere la documentazione, verificare la corrispondenza dell’impianto al progetto, sovraintendere al collaudo finale, accertarsi che l’utente finale sia in grado di utilizzare il sistema BACS, predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione.

Il System Integrator ha il compito configurare e programmare le componenti del sistema BACS e deve sapere testarlo identificandone eventuali guasti e carenze.

Che ci fosse differenza di funzione tra installatore e System Integrator non è certo uno scoop.

Dove dobbiamo cercare il carico innovativo della norma?

Sotto alcuni aspetti è la norma di per sé la novità. Essa infatti fotografa le trasformazioni che le professioni legate all’impiantistica hanno subito da tre spinte fondamentali:

  1. l’evoluzione e la crescita delle tecnologie integrate in relazione anche allo sviluppo di Internet e dell’IoT
  2. la crisi del mercato dell’edilizia e la crescita parzialmente compensativa della rigenerazione/riqualificazione
  3. il risparmio energetico come valore fondamentale e obiettivo strategico.

Su ognuno di questi punti si potrebbe scrivere un trattato. In questa sede a noi interessa sottolineare come l’azione combinata di questi tre fattori abbia creato un nuovo mercato, parzialmente sostenuto dalle politiche di incentivazione e defiscalizzazione, dove le tecnologie per la gestione e il controllo di Luce, sicurezza, consumi, comfort (chiamatela domotica se vi piace) hanno un ruolo centrale e dove gli installatori (e quindi il system integrator) sono al centro del sistema.

Lo sono in quanto, ad oggi, l’unico elemento di mediazione tra cliente finale e aziende. I recenti dati dell’Osservatorio del Politecnico hanno sottolineato come circa l’80% del fatturato della smart home passi attraverso l’installatore.

E qui passiamo al vero elemento di novità della nuova UNI.

Vista la trasformazione delle competenze richieste dal mercato a installatori e integratori, era necessario intervenire sulla loro formazione.

È davvero un passaggio importante, perché viene incontro non solamente alla ovvia constatazione che bisogna genericamente essere “al passo con i tempi”, ma recepisce (non importa se consapevolmente o meno) le indicazioni sempre più pressanti a livello europeo per la armonizzazione e razionalizzazione delle competenze professionali.

Spinte che nascono dalle indicazioni di Horizon 2020 e che dovrebbero essere recepite dai singoli Paesi entro breve. Il progetto europeo Bricks, coordinato per l’Italia da Enea, ha tradotto queste esigenze per il comparto edilizio e quindi per quello impiantistico collegato, mettendo al centro proprio la figura dell’esperto dei sistemi BACS.

In attesa che la politica faccia il suo dovere recependo quindi le direttive europee (introducendo il cosiddetto patentino europeo dell’installatore), la nuova UNI CEI TS 11672 ne determina i requisiti e le competenze, accogliendo nei fatti la centralità della formazione professionale per lo sviluppo del settore.

La norma infatti è molto precisa per quanto riguarda la qualificazione delle competenze e il loro riconoscimento e si ricollega ai requisiti chiesti dal progetto Bricks.

Formati e qualificati con SmartPRO

Noi siamo convinti che la formazione professionale sia l’unico strumento efficace per fare crescere armonicamente il sistema e per fare cogliere ai professionisti le opportunità di un settore che cresce in modo sostenuto ma che richiede competenze che non si possono più improvvisare. E quindi diamo il benvenuto alla nuova normativa!

Assodel, in qualità di ente di formazione accreditato è partner di Enea per il progetto Bricks. Per l’installatore e l’impiantista ha creato il percorso Smart Pro per la qualificazione delle sue competenze professionali in ambito Integrazione, applicando le direttive Bricks e collaborando con Enti, istituzioni e associazioni di categoria.

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Pubblicata la UNI CEI TS 11672 per installatori BACS e System Integrator

 

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